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Lo stress negli animali: comportamento normale o patologico?

Lo stress è una condizione che si verifica in tutti gli esseri viventi e che l’organismo gestisce tutti i giorni senza farlo diventare negativo. Anche l’organismo degli animali da compagnia e d’allevamento quando riconosce che c’è qualcosa di diverso attiva i sistemi dello stress per gestire l’emergenza in corso. Per capire cause e funzionamento di questo sistema continua a leggere l’articolo. Buona lettura!

Che cos’è lo stress?

Per definizione lo stress è la risposta fisiologica e comportamentale che l’organismo mette in atto nei confronti di compiti, difficoltà o eventi della vita valutati come eccessivi o pericolosi. Esistono due tipi di stress: eustress e distress. Il primo è di tipo positivo, mentre il secondo di tipo negativo. Per comprendere meglio l’argomento però è bene fare prima un passo indietro andando a fare un focus su ansia e paura. L’ansia è una risposta emotiva che presagisce uno stimolo/situazione che l’animale percepisce come imprevedibile o pericoloso, è quindi una risposta anticipatoria nei confronti di qualcosa che potrebbe verificarsi. La paura invece è la risposta emotiva rivolta verso uno stimolo realmente presente e che l’animale percepisce come pericoloso. Sia ansia che paura generano un’unica risposta, quella correlata allo stress. La risposta allo stress è una condizione normale ed è un meccanismo essenziale per la sopravvivenza che dà avvio a cambiamenti fisiologici e comportamentali.

Risposte fisiologiche

I cambiamenti fisiologici in presenza dello stress risiedono nell’aumento dell’attività del sistema autonomo simpatico e nella riduzione del parasimpatico. Il sistema dello stress si compone di due parti: un primo sistema ed un secondo sistema. Per quanto riguarda il primo sistema si verifica l’attivazione dell’ipotalamo e della corteccia del surrene con produzione di cortisolo e corticosterone che preparano l’animale ad una situazione di emergenza. Nel secondo sistema si ha invece l’attivazione del sistema nervoso centrale con produzione di epinefrina e norepinefrina con rispettivo aumento della frequenza cardiaca e pressione sanguigna, confluendo così in una situazione di vasodilatazione e vasocostrizione. I cambiamenti fisiologici riguardano quindi la vasodilatazione negli organi vitali, l’incremento del ritmo e della gittata cardiaca, l’incremento della frequenza respiratoria, la diminuzione dell’attività degli organi gastrointestinali e la diminuzione dell’attività degli organi riproduttivi.

Risposte comportamentali

Per quanto riguarda le risposte comportamentali legate allo stress, queste sono rappresentate dalla lotta, fuga o freezing e hanno lo scopo di predisporre l’organismo e massimizzare l’abilità dell’animale nel rispondere al cambiamento. La risposta funziona correttamente quando permette ad un animale di rispondere ad uno stressore manifestando un appropriato pattern comportamentale che allontana efficacemente lo stressore in questione.

Quando lo stress diventa un problema

Lo stress diventa un problema quando l’individuo non è in grado di manifestare una risposta comportamentale che sia in grado di risolvere la situazione. Nel momento in cui la fonte di stressogena permane si manifesta una risposta allo stress cronico, tutta la componente fisiologica dello stress rimane attiva con effetti negativi sulla salute fisica ed emotiva dell’individuo. In presenza di uno stressore cronico l’animale per provare a ridurre l’attivazione fisiologica manifesta risposte inappropriate o eccesive. L’animale mette in atto quindi comportamenti non normali che non servono per sottrarre l’individuo dalla situazione che gli produce stress. Lo stress cronico evolve dunque in quelli che vengono definiti disturbi comportamentali, situazioni in cui gli stimoli non sono potenzialmente pericolosi ma l’intensità e la durata delle risposte diventano eccessive.

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