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La fecondazione artificiale: l’avanguardia della riproduzione

Come è ben noto, la scienza, con il passare del tempo e la scoperta di nuove tecniche, progredisce sempre maggiormente nei più disparati ambiti. Negli ultimi tempi sono stati fatti passi da gigante anche per quando riguarda la riproduzione e la sua gestione. Infatti, grazie alle innovative tecniche, in allevamento è sempre più raro l’accoppiamento naturale, che ormai è stato quasi interamente sostituito dalla fecondazione artificiale (FA). Tale tecnica comporta diversi vantaggi che andremo ad analizzare nel seguente articolo.

Cos’è e perché si fa?

La prima domanda che ci si potrebbe porre è che cos’è la fecondazione artificiale (FA). Questa è una tecnica applicata al mondo animale (ma anche a quello umano) che consiste nell’inserire, utilizzando strumenti opportuni, il seme maschile nell’apparato femminile per avere maggiori probabilità di instaurare una gravidanza. Diversamente dalla monta naturale, che prevede l’atto sessuale in sé, nella fecondazione artificiale non avviene il coito e gli animali non hanno nessun contatto.

I motivi dell’utilizzo di questa tecnica possono essere molteplici: dai problemi fisici che impediscono l’accoppiamento naturale, a problemi comportamentali, come l’aggressività, che può diminuire la libido. L’impiego della FA può essere richiesto sia per problemi legati al maschio che alla femmina: in particolare, con la fecondazione artificiale si evita lo sviluppo di malattie trasmesse mediante il coito, in quanto il seme del maschio è sottoposto a rigidi controlli sia per quanto riguarda la morfologia sia per l’aspetto sanitario. Inoltre, uno dei grandi vantaggi apportati dall’FA consiste nel poter usare il seme a distanza in luoghi diversi dal prelievo poiché, grazie ad opportune tecniche refrigeranti, è possibile conservare il materiale seminale per lunghi periodi di tempo. Nei grandi allevamenti invece questo metodo viene utilizzato per il miglioramento genetico e per la gestione dei riproduttori.

Come funziona?

La fecondazione artificiale è un procedimento che prevede tre step successivi ed i passaggi di ogni modalità sono diversi in base alla specie di interesse.

  1. Prelievo del seme: deve essere effettuato in un ambiente in cui non ci sono rischi né per l’operatore né per l’animale (ad esempio il pavimento non deve essere scivoloso). Inoltre, è estremamente importante rispettare i riflessi incondizionati dell’animale, ovvero quei comportamenti naturali che avrebbe durante una monta naturale. Il seme può essere utilizzato subito dopo, oppure può essere congelato o refrigerato e utilizzato in seguito.
  2. Valutazione del seme: attraverso sia esami microscopici che esami macroscopici viene fornita un’analisi sulla maturità morfo-funzionale e sulla motilità degli spermatozoi per identificare se il seme sia di ottima qualità o meno.
  3. Inseminazione della femmina: l’animale viene fecondato nel periodo migliore, diverso da ogni specie, per ottimizzare la possibilità di gravidanza attraverso degli appositi strumenti che permettono di raggiungere l’interno del canale vaginale e depositare il materiale spermatico.

Quali strumenti vengono impiegati?

Gli strumenti utilizzati nell’ambito della fecondazione artificiale sono diversi e riguardano sia la raccolta del seme e la sua conservazione sia l’atto della fecondazione vera e propria. Per quanto concerne la raccolta del seme, ad esempio nella specie bovina, viene impiegato un manichino che simula il posteriore della vacca su cui il maschio attuerà la monta e libererà il seme. Una volta che l’animale ha eiaculato, il materiale seminale dovrà essere conservato e refrigerato, se questo verrà usato in tempi o luoghi diversi da quello del luogo di raccolta. Per questo il seme viene inserito all’interno di una sorta di cannuccia di plastica non spermiotossica che prende il nome di paillette. Successivamente le paillettes vengono inserite in dei contenitori chiamati canister, al cui interno ci sono ulteriori piccoli contenitori, i gobelet.

Il tutto viene infine inserito all’interno di una tanica di azoto liquido che permette la corretta conservazione della dose inseminante. Per quanto riguarda invece la fecondazione vera e propria, viene impiegato uno strumento chiamato pistolet, un catetere di acciaio in cui si inserisce la paillette contenente la dose inseminante che precedentemente sarà stata estratta dalla tanica di azoto e portata ad una temperatura opportuna. Una volta inserita la paillette, questa verrà tagliata per far fuoriuscire il seme, mentre la pistolet verrà coperta con una guaina igienica; a questo punto sarà tutto pronto per fecondare l’animale.

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